TerapistiPubblicato il 22 Aprile 2026 • 6 min di lettura

Baseline e mastery criteria: come definire obiettivi leggibili

Perché baseline e mastery criteria contano davvero e come scriverli in modo utile per il team e per la supervisione.

Autore e redazione verificata

La baseline dice da dove parte il bambino. Il mastery criterion dice quando considererai l'abilita sufficientemente acquisita. Senza questi due riferimenti il rischio e insegnare in modo poco coerente, cambiare obiettivo troppo presto o mantenerlo troppo a lungo senza una decisione chiara.

Una baseline utile e...

  • raccolta senza trasformarsi già in training;
  • sufficientemente ampia da mostrare un pattern iniziale;
  • descritta in modo che un altro operatore possa replicarla.

Un mastery criterion utile e...

  • specifico: percentuale, numero di prove o livello di indipendenza;
  • stabile nel tempo: non basato su una sola seduta “andata bene”;
  • coerente con l'uso reale dell'abilita.

Esempio

“L'abilita e acquisita quando il bambino risponde in modo indipendente ad almeno 9 prove su 10, per tre sessioni consecutive, con almeno due operatori diversi”. E un criterio più forte di “quando sembra che lo sappia”.

Errori comuni

  • Baseline raccolta con troppi aiuti non dichiarati.
  • Criteri diversi usati da operatori diversi sullo stesso target.
  • Mastery basata solo sulla percentuale e non sulla generalizzazione.

Vuoi applicare queste pratiche?

Scarica l'app o accedi alla piattaforma NeuroStep per implementare fin da oggi l'analisi dei dati in tempo reale.

Inizia Gratuitamente